Un’altra caratteristica culturale unica di Palermo è l’architettura arabo-normanna. La ragione della sua unicità sta nella storia. Per dirla in modo molto approssimativo e breve, a Palermo vivevano i greco-bizantini, poi arrivarono gli arabi e infine giunse il momento della conquista normanna. Erano gli stessi discendenti dei vichinghi che si erano stabiliti in Francia e che da pagani erano diventati cattolici obbedienti.
Per questo iniziarono a “correggere” la città araba di Palermo. Alcune cose furono demolite, altre trasformate. Così, nel luogo in cui oggi sorge la Cattedrale di Palermo, un tempo c’era una basilica paleocristiana, che gli arabi trasformarono nella moschea principale e dove poi i normanni costruirono una cattedrale cattolica. Accanto ai maestri bizantini dei mosaici e agli architetti occidentali, gli operai venivano scelti anche tra la popolazione della città, che era in gran parte araba. Questi riuscivano abilmente a conservare e valorizzare gli elementi arabi nella nuova architettura cattolica. Così le tradizioni si unirono e nacque lo stile arabo-normanno.
In generale, semplificando ancora una volta, quando arrivarono i normanni Palermo era una capitale ricca ed etnicamente complessa della Sicilia. Conservarono e seppero utilizzare l’esperienza dei funzionari greci, degli artigiani arabi, degli amministratori musulmani e dei mercanti ebrei. Era una città di tre lingue: latino, greco e arabo. Perfino la cancelleria reale redigeva i documenti ufficiali in una delle tre lingue, a seconda della loro destinazione, oppure in tutte e tre contemporaneamente.
In sostanza, quando sugli edifici di Palermo vedi un ornamento arabo, è proprio questo: lo stile arabo-normanno. Questo vale sicuramente per tutti gli edifici del patrimonio UNESCO di Palermo, Monreale e Cefalù. A proposito, la chiesa con tre cupole rosse e rotonde in Piazza Bellini, che attira subito lo sguardo e fa parte del patrimonio UNESCO, non è una chiesa araba, ma una chiesa cattolica in stile arabo-normanno.
