Chiunque abbia passeggiato almeno una volta lungo Via Maqueda ha sicuramente visto una delle fontane più celebri di Palermo. In Piazza Pretoria — conosciuta da molti palermitani anche come Piazza della Vergogna — si trova una monumentale fontana popolata da numerose figure nude. Proprio per questo, i cittadini la chiamano da secoli Fontana della Vergogna.
La storia della fontana inizia nella Firenze del XVI secolo. Per circa vent’anni adornò il giardino di un aristocratico spagnolo che, come molti uomini del suo tempo, finì per trovarsi in difficoltà economiche. Deciso a venderla, ne fissò un prezzo altissimo, e solo la città di Palermo accettò di acquistarla.
La fontana venne smontata in centinaia di pezzi e trasportata in Sicilia, dove fu ricostruita nella piazza davanti al Monastero di Santa Caterina.
In quegli anni Palermo era segnata dalla peste, dalla fame e dalla povertà. Secondo una popolare leggenda locale, i cittadini rimasero indignati da un acquisto tanto costoso e iniziarono a gridare: «Vergogna! Vergogna!». Temendo però la reazione delle autorità, sostenevano che a scandalizzarli non fosse la spesa sostenuta dalla città, bensì la nudità delle statue collocate davanti al monastero.
Che questa storia sia del tutto vera oppure no, il soprannome è rimasto. Ancora oggi sia la piazza sia la fontana continuano a essere associate alla Vergogna.
