Una delle domande che facevo più spesso ai miei amici palermitani durante le prime settimane della mia vita a Palermo era: Perché la squadra di calcio della città gioca in rosa e nero? Sono bionda, mi piace il rosa, ma non riuscivo proprio ad associarlo al calcio. E quando vidi per la prima volta i volti dei calciatori nelle fotografie in bianco e nero del club dei primi del Novecento, la mia mente si rifiutava completamente di immaginare le loro maglie rosa.
Esistono diverse versioni della storia e, naturalmente, la più noiosa è quella confermata dalle lettere storiche e quasi priva di romanticismo. Per questo inizierò da quella più divertente.
Il club ha 125 anni e all’inizio giocava con i colori rosso e blu. Poi, un giorno, dopo un lavaggio andato male, il rosso diventò rosa e il blu diventò nero. Sicuramente fu una sorpresa, ma il rosa aveva un grande vantaggio in campo: spiazzava gli avversari, facendogli perdere la concentrazione. Non so se questa sia mai stata la vera ragione, ma è la versione che preferisco. A conferma di questa idea, molti anni dopo il rosso e il rosa sono stati utilizzati anche negli scarpini dei portieri per distrarre gli avversari.
La versione meglio documentata può essere riassunta in poche parole. Il rosa rappresenta la dolcezza della vittoria, mentre il nero simboleggia l’amarezza della delusione. A volte si racconta anche che l’idea fosse ispirata ai liquori prodotti dai fondatori inglesi del club: il dolce rosolio e l’amaro amaro.
Palermo è colorata di rosa e nero. Come accade in tante città italiane dove il calcio è una vera passione, questi colori sono diventati i colori non ufficiali della città. Noi palermitani siamo rosanero. E naturalmente, nel centro storico, si può trovare anche Trattoria Al Vecchio Club Rosanero: ottimo cibo circondato da una splendida collezione dedicata ai veri tifosi dei rosaneri.
