Da quando mi sono trasferita in Sicilia, la famiglia Florio è diventata per me la parte più affascinante della storia moderna dell’isola. Una famiglia di imprenditori senza titolo e senza grandi ricchezze, che ha reso la Palermo dell’Ottocento una delle città più ricche e moderne del Mediterraneo.
Non erano siciliani: la famiglia arrivò dalla Calabria e aprì una drogheria. Erano commercianti venuti da fuori, senza titolo e senza grandi ricchezze. Commercianti stranieri. La prima svolta arrivò grazie alla malaria e al chinino. All’epoca la malaria era la malattia più diffusa in città. E la prima generazione dei Florio era il principale venditore di chinino, il principale rimedio contro la malaria. La gente non aveva altra scelta che comprarlo nella bottega dei Florio. Fu così che arrivarono i primi guadagni.
A Palermo oggi è rimasta una sola proprietà dei Florio: la Tonnara Florio, che per un certo periodo fu anche la casa dell’ultima generazione dei Florio diventata davvero famosa. Lì si può vedere un pannello di legno raffigurante un leone, simbolo della famiglia Florio. Il leone è debole e beve acqua accanto agli alberi della china. Il leone, simbolo di dignità e tenacia, che nonostante la stanchezza è sopravvissuto, proprio come la famiglia Florio. E naturalmente accanto all’albero della china, da cui tutto ebbe inizio.
Sulla storia della famiglia Florio è stato scritto un grosso romanzo ed è stata realizzata una serie televisiva, quindi non proverò nemmeno a raccontarla tutta. Voglio soltanto sottolineare ciò che mi affascina. Hanno iniziato la loro attività da zero. Eppure i risultati delle loro imprese ci sono familiari ancora oggi. Per esempio, il tonno sott’olio. No, non furono i Florio a inventarlo. Fino alla metà dell’Ottocento il tonno veniva soltanto conservato sotto sale. Ma arrivò una crisi: la gente cominciò ad avere paura di mangiare il tonno salato per il rischio di ammalarsi di scorbuto, e allora Florio avviò la produzione del tonno sott’olio. I libri e le visite guidate raccontano che ricordò come sua nonna conservava il tonno. Le storie sul tonno hanno versioni diverse. Una cosa è certa: il tonno sott’olio, oggi così popolare, forse non avrebbe avuto lo stesso successo senza i Florio. Il vino Marsala, il tonno, il sale, lo zolfo, i tessuti e la ceramica, una banca e persino una compagnia di navigazione: tutto questo fu il lavoro di appena due generazioni della famiglia Florio.
Possedevano moltissimi immobili a Palermo e nei dintorni della città. La vecchia aristocrazia non voleva avere nulla a che fare con i commercianti Florio e disprezzava apertamente sia la famiglia sia il loro denaro. Ma quando aveva bisogno di soldi, non aveva altra scelta: andava dai Florio. Dava in garanzia le proprie proprietà e le proprie attività, oppure le vendeva semplicemente. Continuando a disprezzarli.
Scriverò ancora dei singoli successi dei Florio, ma spero di essere riuscita a spiegare, almeno in generale, chi fossero i nostri Florio palermitani. Per me sono la famiglia che ha reso la Sicilia ricca e prospera.
